Viaggio tra i pastori sicani. VOYAGE AMONG SICANIAN SHEPHERDS

Tre incontri in tre diversi villaggi Sicani, per raccontarvi tre storie di tre diverse famiglie di “Pastori Sicani”, ma con un filo conduttore unico: l’amore per la propria terra.
Partiamo di buon ora per raggiungere a Joppolo Giancaxio, Peppe e Valeria, due giovani agrigentini che, dopo gli studi universitari al Nord, decidono di abbandonano le loro ambizioni per tornare nella nostra terra. Qualche anno preparazione per dare il via al loro progetto ed ecco che oggi, con successo, allevano capre girgentane e producono formaggi caprini di ottima qualità.

Sara’ questo caseificio la nostra prima tappa, dove, gustando le loro prelibatezze, sfogliamo le prime pagine di questo racconto.

Joppolo Giancaxio è la Porta dei Sicani, un territorio e un popolo ancorato a ritmi di vita lenta e a dinamiche lontane dal turismo di massa.  

“Ma se vuoi conoscere la vera Sicilia, devi andare all’interno” (Leonardo Sciascia).

Quindi ci muoviamo verso il cuore di questa terra, direzione Sant’Angelo Muxaro, lasciamo la strada principale per addentrarci tra le campagne agrigentine. Incontriamo Angelo, venticinque anni, professione pastore sicano, figlio di pastori e proveniente da una famiglia ch, con passione, dedizione e spirito di sacrificio, porta avanti questo mestiere da ben quattro generazioni. Lo incontriamo proprio mentre accudisce il gregge. Parla solo il siciliano aspirato e ci racconta la sua giornata e la sua passione per le tradizioni popolari. Dopo averlo conosciuto, viene quasi naturale voler conoscere la giovane mamma Olga che ci attende in paese, al laboratorio per offrici un po’ di pecorino, frutto della fatica di suo figlio Angelo, dell’altro figlio Carmelo e del marito Enzo, anche loro impegnati nell’azienda di famiglia.

Così si sale di quota, e dalle rive del Fiume Platani, proseguiamo verso la vetta dei Sicani: Riserva Monte Cammarata. Arriviamo a Santo Stefano di Quisquina, qui ci attende Lorenzo che fa il pastore per averlo promesso al padre. Lui, in realta’, e’ un artista, uno scultore che egli anni è riuscito a mettere insieme le due cose, facendone uno stile di vita, all’insegna della natura, dell’arte, del cibo sano e col piacere di godere dello scorre lento delle giornate. Lorenzo ci condurrà tra i sentieri dei suoi campi dove, tra panorami mozzafiato e sculture, arriviamo alla pagina piu’ culminante del suo e del nostro racconto: ilTeatro di Andromeda, un’opera suggestiva da lui pensata, voluta e realizzata, diventata, oggi, il simbolo dei Sicani e di questa Sicilia che vuole raccontarsi attraverso la sua stessa gente.










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VOYAGE AMONG SICANIAN SHEPHERDS
Three meetings in three different Sicanian villages to tell you three stories with different parts of three “Sicanian Shepherd” families, all with a common thread: the love for the land of Sicily.
We start early in the morning to meet Peppe and Valeria in Joppolo Giancaxio, young Agrigentini who, after university in northern Italy, decided to abandon their ambitions of a brilliant career to return to our beloved land. A few years of studying and training to kick off their project and here it has taken off, today, with great success, where they breed Girgentane goats for the production of quality goat cheese.
In fact it is precisely their small dairy where we will make our first stop and enjoy their delicacies, and browse along with them the first few pages of their story.
Joppolo Giancaxio is in fact the door of the Sicani, a territory and a people anchored to the slow pace of life and to the dynamics that have little to do with mass tourism. “But if you want to know the real Sicily, you have to go inside” (Leonardo Sciascia).

 

And now we move to the heart of this land, towards Sant’Angelo Muxaro, leaving the main road to delve amongst the fields of Agrigento where we meet twenty-five year old Angelo, professional Sicanian shepherd and son of shepherds who with passion, dedication and great sacrifice, have done this job for four generations. We meet him in the middle of the task that he performs: looking after his flock. He only speaks Sicilian and tells us of his day and his passion for folk traditions. After meeting him, it is quite natural to want to meet his young mother Olga who awaits us in town at their laboratory to offer us a bit of pecorino cheese, fruit of the joint effort of her son Angelo and his brother Carmelo and her husband Enzo who are all engaged in the family business.
But now it’s time to gain altitude and from the banks of the Platani river, we go up, higher and higher to the summit of the Sicani, the Mt. Cammarata Reserve. First we arrive in Santo Stefano di Quisquina where we await Lorenzo, a shepherd by trade as he promised his father on his deathbed. Yes, because he is actually a great artist, a sculptor. Over the years he has managed to put the two things together, making them into a lifestyle, all his, of nature, art, natural food and the pleasure of enjoying the slow passing of days. Lorenzo will lead us along the paths of his fields among breathtaking landscapes where, with his sculptures here and there, we come to the most important page of his and our story: the Andromeda Theatre, a work planned and willed by him and which has now become the symbol of the Sicani and of this Sicily that wants to tell us about herself through her own people.

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